E’ vero che Gesù è apparso prima alla Madonna e poi alle donne al sepolcro?

© Flickr/Steve Snodgrass/Creative Commons

Maria assente perché “in conflitto di interessi” e perché “attendeva un Vivente”

La Madonna e la Risurrezione del Figlio. Un lettore ci pone questa interessante domanda: «Maria non viene citata tra le donne al sepolcro in quell’alba; evidentemente…non c’ era. Il perché lo immagino da deduzione logica, ed è un motivo sostenuto da molte figure eminenti nella Chiesa: Gesù Risorto è apparso anzitutto a Sua Madre quella notte, prima dell’alba. Ma perché non viene detto nei Vangeli? Maria non lo ha raccontato? E’ un qualcosa di “privato”? La Chiesa, gli esegeti, cosa ne pensano?».

LA PRESENZA DI MARIA SOTTO LA CROCE
Il teologo e biblista don Rinaldo Fabris ha ricordato ad Aleteia che la Madonna non compare in nessuno dei racconti evangelici sulla risurrezione e le apparizioni di Gesù.

Solo nel Vangelo di Giovanni la madre di Gesù fa parte del gruppo di persone che assistono alla sua morte in croce: «Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Cleopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre…» (Gv 19,25-26). «La madre di Gesù – evidenzia il biblista – non è chiamata con il nome proprio “Maria”. Del resto anche il discepolo amato è anonimo. Ambedue, sotto aspetti diversi, rappresentano la comunità credente che riceve e attua le ultime volontà di Gesù morente».

GESU’ E LE FIGURE FEMMINILI AL SEPOLCRO
Nel gruppo delle donne che assistono alla morte e sepoltura di Gesù compare sempre Maria di Magdala assieme ad altre donne che hanno seguito Gesù dalla Galilea. Queste figure femminili, sottolinea don Fabris, rappresentano la continuità tra la morte e sepoltura di Gesù e la sua risurrezione. Il primo giorno della settimana ebraica, al mattino presto le donne si recano al sepolcro di Gesù che trovano aperto e vuoto. Un inviato di Dio annuncia loro che Gesù Nazareno, il crocifisso, è risorto e le incarica di comunicare ai discepoli e a Pietro che li precede in Galilea. Nei racconti di apparizioni riferiti da Matteo, Luca e Giovanni – non da Marco – compaiono, oltre a Maria di Magdala, i rappresentanti dei Dodici, e anche dei parenti di Gesù come Cleopa e il suo compagno del villaggio di Emmaus. 

RUOLO MARGINALE DELLE DONNE
Nell’elenco delle persone alle quali, secondo Paolo, si manifesta Gesù Cristo risorto, oltre a Pietro e ai Dodici, si trova anche Giacomo “fratello” di Gesù, che ha un ruolo importante nella guida della Chiesa di Gerusalemme (1Cor 15,5-8). «Nelle lettere di Paolo sono del tutto scomparse le donne, come testimoni della risurrezione di Gesù, perché nell’ambiente giudaico e greco-romano, la loro testimonianza non ha nessun valore. Su questo sfondo si comprende perché Maria, la madre di Gesù, nei testi canonici o ufficiali non è menzionata tra i destinatari delle apparizioni».

LA VERSIONE DEGLI APOCRIFI
I Vangeli apocrifi – non accolti nel Canone dei libri ispirati – riempiono questo vuoto e raccontano «l’apparizione di Gesù risorto a sua madre. Questa tradizione, accolta da alcuni scrittori antichi e medievali, sta alla base delle affermazioni di Giovanni Paolo II che nel 1994 parla dell’apparizione del Risorto alla Madonna».

TESTIMONE “DI PARTE”
Fin qui la ricostruzione dei Vangeli. Il teologo e mariologo padre Salvatore Perrella evidenzia invece che una delle risposte più comuni a questo “silenzio” dei Vangeli «è che essi sono interessati a mostrare l’esperienza di testimoni “non di parte”. Certamente, per la sua fede e la sua storia, Maria non poteva non essere valutata come un testimone “di parte”: come madre, l’onore e la verità del Figlio erano la sua prima preoccupazione nonché lo scopo di tutta la sua vita. Ma in un tribunale pubblico, come quello che gli evangelisti costruiscono attraverso il loro racconto, anche una testimonianza vera come la sua (Maria era ed è una donna veritiera) avrebbe potuto essere un boomerang».

“CONFLITTO DI INTERESSI”
Un “conflitto di interessi”, lo definisce Perrella, capace quindi «di giustificare in partenza una sua “esclusione” dal novero di chi doveva essere interrogato». In che senso, allora, le altre donne e gli apostoli sono testimoni “non di parte” e perciò attendibili? «Questa domanda ha un che di inquietante, se pensiamo che, a differenza di Maria, abbiamo qui a che fare con persone che non sono certamente trasparenti e veritiere. Gli evangelisti non perdono occasione di sottolineare i limiti degli apostoli e dei discepoli, anche morali: ambiziosi, invidiosi, affascinati dal potere e dai soldi, non sono certo l’immagine del testimone ideale. Eppure, proprio questa loro inadeguatezza è, per gli evangelisti, ciò che li rende attendibili».

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